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Il preliminare va trascritto?

L' obbligo giuridico che nasce dalla firma del preliminare ha effetto solo tra le parti. Quindi, nonostante la firma, il venditore potrebbe vendere lo stesso immobile ad altri o costituire su di esso diritti reali di godimento, quali l'usufrutto, così come potrebbe iscrivere ipoteche sull'immobile. Qualora questo avvenisse si può chiedere al giudice il risarcimento dei danni, ma non di invalidare la vendita o la costituzione del diritto reale di godimento o la concessione di ipoteca.

Oltretutto il venditore potrebbe subire azioni sull’ immobile da parte di terzi, quali sequestri, pignoramenti, ipoteche giudiziali… La trascrizione del preliminare evita queste eventuali conseguenze spiacevoli. Essa comporta l intervento di un notaio.

Con la trascrizione del preliminare nei Registri Immobiliari, altri eventuali vendite dello stesso immobile o tutti i fatti subiti dal promittente venditore non pregiudicano i diritti del promissario acquirente. Introduce un effetto prenotativo, permettendo la retroazione degli effetti della trascrizione dell'atto definitivo al momento della trascrizione del preliminare.

La trascrizione garantisce inoltre un' altra tutela all'acquirente anche nel caso in cui venga a verificarsi il mancato adempimento del contratto preliminare. Infatti la norma riconosce ai crediti dell' acquirente sorti dall'inadempimento un privilegio speciale sul bene immobile oggetto del contratto preliminare.

Sostanzialmente l'acquirente, qualora avvenisse una vendita forzata del bene, ha diritto nella ripartizione di quanto ricavato dalla vendita di essere preferito ad altri creditori e quindi a poter esser pagato prima. L' ottenimento di tali garanzie lo si ha qualora il contratto definitivo venga trascritto entro un anno dalla data convenuta tra le parti per la sua conclusione e comunque entro tre anni dalla trascrizione del preliminare.